Dallo spartiacque sul confine italo-francese la Valle Maira si sviluppa verso levante in direzione della pianura cuneese per circa 45 km. La sua parte inferiore è stretta e incassata, in contrasto con quella superiore, che si apre in alcune amene conche. Numerosi sono i valloni laterali, tra cui quelli di Elva, Marmora, Canosio, Unerzio, Pagliero. Coronano questa valle bella e selvaggia alcuni «tremila» come il Pelvo d'Elva, il Chersogno, il Brec de Chambeyron e i suoi satelliti, il Sautron e l'Oronaye. L'unico rifugio alpino gestito in quota è quello della Gardetta, a 2335 m, sull'omonimo altipiano. Vi sono però numerosi altri punti di appoggio, sia in quota (bivacchi) sia nel fondovalle (posti tappa).
La valle ha ereditato una fitta rete di sentieri, mulattiere e strade militari realizzati in gran parte negli anni Trenta, mirabili opere di viabilità alpina, alcune delle quali ridotte ormai in cattivo stato. I 40 km di percorso della cosiddetta «Via dei cannoni» o Strada Alta, sullo spartiacque con la Valle Varaita, tra il Colle della Bicocca e la Colletta di Rossana, sono l'esempio migliore di questo complesso di realizzazioni che, nato per scopi bellici, è ora al servizio dell'escursionismo alpino. Le opere militari si innestarono spesso su preesistenti itinerari transfrontalieri utilizzati per secoli da emigranti, mercanti, eserciti e contrabbandieri: ricordiamo quelli attraverso il Colle del Sautron e quello del Maurin.
La rete di sentieri si impernia sulla Grande Traversata delle Alpi: i percorsi della GTA si articolano con varianti e collegamenti nel percorso principale, che interessa la media valle, e in quello dell'alta valle. Il Sentiero Italia si sviluppa dal Passo della Gardetta al Colle di Bellino. La Via Alpina ha in Chiappera il punto di incrocio tra l'itinerario Rosso, quello principale, con l'itinerario Blu che collega l'area del Monte Viso con le vallate francesi meridionali.
La Valle Maira si distingue anche per l'esistenza di un vero e proprio sentiero di valle che la percorre sui due versanti orografici. Si tratta dei «Percorsi occitani», itinerario in quindici tappe segnalato con tacche gialle e segnavia in legno. Esistono anche altri sentieri, come il Roberto Cavallero, che in cinque tappe permette di percorrere l'alta valle, con passaggi in Valle Stura e nella Valle Ubayette. Il sentiero, a tratti per escursionisti esperti, è segnalato con segnavia rosso-blu. Il sentiero Dino Icardi (segnavia giallo-blu) può invece essere percorso in giornata da Chiappera, passando per il bivacco Barenghi. Sempre nel Comune di Acceglio esiste il sentiero tematico denominato «la Scurcio», che percorre la parte inferiore del vallone di Unerzio e attraversa le varie borgate. Da segnalare anche l'iniziativa «A spass per lou viol» realizzata a Elva. Si tratta della riscoperta degli antichi sentieri che collegavano le varie borgate sparse del Comune.
I sentieri della Valle Maira sono siglati al catasto provinciale con le lettere S dal n. 3 al 30 per il versante orografico destro e T dal n. 4 al 19 per il versante orografico sinistro. La numerazione non risulta sempre progressiva poiché alcuni itinerari sono stati sostituiti da piste agrosilvopastorali o sono divenuti impercorribili. Parte dei sentieri dei «Percorsi Occitani» non sono ancora descritti in attesa della stesura definitiva del catasto provinciale dei sentieri.